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Oggi in Città

08.01.2018

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Nella Brescia di oggi, ampiamente multiculturale, il Natale non si celebra solo il 25 dicembre. Centinaia di fedeli cristiani ortodossi lo hanno festeggiato ieri, qualcuno addirittura alla mezzanotte tra il 6 e il 7 gennaio. Dipende dai calendari: il mondo cattolico e una parte di quello ortodosso hanno accettato la riforma di quello gregoriano nel 1582, quindi onorano il sacro evento il 25 dicembre. La chiesa di Gerusalemme, la chiesa Ortodossa russa, serba, nonché antiche chiese orientali e quella cattolica orientale, lo fanno sempre il 25 dicembre, ma secondo il calendario Giuliano, cioè il «nostro» 7 gennaio.

A BRESCIA gli immigrati sono in prevalenza di fede cristiana (come testimonia la ricerca dello scorso aprile, dal titolo «Religioni a Brescia», realizzata dallo Staff di statistica del Comune: i cristiani sono oltre il 46%, contro il 35% di musulmani) e le comunità ortodosse sono ben 4. Quella romena, convenzionalmente, festeggia il Natale il 25 dicembre, le altre tre lo hanno fatto ieri, in diverse chiese della città, seguendo una suddivisione basata, non rigidamente, su un criterio linguistico. La messa più partecipata, anche per capienza della chiesa, è stata quella celebrata in Santa Maria del Carmine, «prestata» per l’occasione ai fedeli di rito bizantino, dunque i cristiani greco-ortodossi, guidati da Basilio Marchuk. La chiesa era gremita soprattutto da donne, molte le ucraine tra cui anche alcune presenti in Duomo alla Messa delle genti dell’Epifania. Se per i fedeli di questo rito la celebrazione è stata in Santa Maria del Carmine solo in occasione del Natale, per quelli della comunità moldava e quelli del patriarcato di Mosca la sede è fissa per le messe di tutti i festivi: la comunità moldava, sotto la guida dell’archimandrita Vladimir Porubin, si ritrova nella sala di via Cairoli trasformata in chiesa, dopo che per molti anni ha utilizzato la chiesa dei Santi Cosma e Damiano come luogo di preghiera. La festa di Natale è iniziata la notte tra sabato e ieri, con la messa più seguita: chi non ha potuto essere presente ha celebrato ieri mattina, con i canti e le tradizioni del Paese d’origine.

SEDE FISSA anche per la parrocchia «Madre di Dio Gioia degli Afflitti» che, dal 2014, è in via Moretto 18 grazie a un dono della Curia: ha ceduto l’ex casa delle Suore Ancelle che abitano a fianco della parrocchia ortodossa. Padre Vladimir Zelinski, a Brescia da 26 anni e da 18 è sacerdote, ha officiato il lungo rito del Natale, festeggiato da un centinaio di fedeli, in prevalenza donne ucraine; presente qualche moldavo, come padre Vassily Bejan, che da alcuni anni affianca padre Valdimir, e qualche italiano, come Lazzaro Lenzi, ormai entrato a pieno titolo nel rito ortodosso di cui conosce origini e tradizioni. Suggestiva la funzione, non solo per il susseguirsi di idiomi diversi (dal russo antico a quello moderno passando per i canti natalizi in lingua moldava) ma anche per i dettagli liturgici: oltre al continuo accompagnamento canoro, la comunione non avviene con l’ostia ma con pane imbevuto nel vino che il sacerdote offre ai fedeli con un cucchiaio. Una volta ricevuto il corpo di Cristo, ai fedeli, bambini inclusi, alcune donne donano un bicchierino di vino speziato con briciole di pane poi consumato sempre in chiesa in attesa che tutti ricevano la comunione. Segue ancora una benedizione persona per persona, con il sacerdote che traccia sulla fronte del fedele il segno della croce, seguito dal bacio della croce da parte di ogni singolo partecipante. Riti e tradizioni suggestivi ed istruttivi per ogni bresciano che vuole vivere, indipendentemente dal credo e dalle differenze culturali, la dimensione mondiale della città.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Irene Panighetti
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